Quanta strada può fare un Castello?

Il Castello e Parco di Masino (Caravino, TO) è un bene del FAI dal 1988.

È aperto al pubblico ed è curato dal Fondo Ambiente Italiano che da oltre vent’anni cura il parco e il castello con manutenzioni programmate e interventi di ricerca e restauro (uno in corso) in un’ottica di sostenibilità ambientale e partecipazione alla crescita del territorio.

 

Il castello di Masino svetta su una collina nel cuore del Canavese da mille anni.

Affacciandosi dalle sue balconate, i Conti Valperga di Masino hanno visto per secoli le Alpi, il Monviso, la Serra Morenica e tutto il Canavese.

Tra le sue mura hanno accolto nobili, re, letterati, artisti, partigiani e quelle stesse mura sono cresciute stabili – una granitica certezza – su quella collina, per un millennio.

Eppure, passeggiando nelle sale e nel Parco, percepiamo che il Castello ha fatto moltissima strada e respirato l’aria del Mondo. Ma come?

La storia dei viaggi a Masino ha radici antiche e molteplici, ma possiamo scegliere, tra i tanti, un punto di partenza: Palmyra.

Antica città della Siria, gravemente danneggiata dalla guerra civile siriana, ha un forte collegamento con Masino: qui possiamo ammirare l’eredità dei suoi templi ormai distrutti, grazie a Carlo Francesco II.

Nato nel 1727, Carlo Francesco II di Valperga Conte di Masino fu Ambasciatore del Regno di Sardegna in Francia, Portogallo e Spagna e Viceré di Sardegna dal 1780 al 1783; come altri suoi coetanei che in Europa seguivano il nuovo faro dell’Illuminismo, fu un uomo di estrema cultura e curiosità, spinto dalla voglia di conoscere ciò che da quella collina canavesana non poteva vedere: il resto del mondo.

Grande amico del giovane architetto Giovanni Battista Borra, ricevette da lui in dono The ruins of Palmyra, otherwise Tedmor, in the desert (1753, R. Wood), resoconto di un’importante spedizione nel Levante a cui Borra aveva partecipato riproducendo i siti visitati.

Le incisioni del volume furono lo spunto per le decorazioni del Castello, e ancora oggi possiamo camminare, nelle sale di Masino, tra i decori di una città ormai quasi distrutta.

Carlo Francesco voleva davvero vedere il Mondo: intraprese un viaggio tra il 1754 e il 1758 attraverso molte capitali europee, toccando anche Costantinopoli e San Pietroburgo. 

Qui fu prodotto l’Atlas russicus (1745), primo atlante completo a stampa della Russia: conservato ancora oggi in Biblioteca, ci piace immaginare che sia stato Carlo Francesco a portarlo a Masino, per raccontare alla famiglia un pezzo della sua strada.

Il ruolo di ambasciatore presso grandi snodi commerciali gli permise di rendere il Castello uno scrigno di tesori che raccontassero storie lontane – porcellane, mobili, tessuti preziosi e persino carte da parati orientali; e poi, sementi da San Pietroburgo, dal Brasile e dall’Oriente: emblema di quel desiderio di mettere radici che avevano fatto davvero molta strada.

Le collezioni dei Valperga non sono solo sguardi al Mondo, ma scorci su un pezzo di vita di una famiglia europea e italiana che il FAI conserva e valorizza, per restituire al pubblico un Bene che sia dimora viva, da raccontare e condividere.

E il pubblico fa molta strada durante la visita: lungo le sale si percorre 1 km, mentre il Parco è grande più di 41 ettari – e poi, il labirinto: 1,5 km di siepi in cui perdersi.

A Masino percorriamo più strade, vere e figurate, recenti o secolari e il pensiero va alle parole di Orhan Pamuk: i veri musei sono quei posti dove il Tempo si trasforma in Spazio.

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How many roads can a Castle travel?

Castello e Parco di Masino (Caravino, TO) has been a FAI Property since 1988. 

It’s open to the public and Fondo Ambiente Italiano has taken care of the Park and the Castleit for more than 30 years, through planned maintenances, study and conservation (one intervention is in progress) – with a focus on a sustainable environment and participation in the growth of its territory and the local instances.  

Castello di Masino has towered on a hill in the hearth of Canavese for 1000 years.

Looking out its balconies, counts Valperga di Masino saw, over the centuries, the Alps, Monviso, the morainic Serra and the whole Canavese.

Within its walls, they received nobles, kings, intellectuals, artists, partisans and those walls grew stable, solid on that hill, for a millennium.

Yet, walking down the rooms and the Park, we sense that the Castle travelled many roads and breathed the air of the world. But, how?

The history about travels, in Masino, has many ancient roots, but we choose, among many, a place to start: Palmyra.

This ancient Syrian City, seriously damaged in Syrian civil war, is deeply connected with Masino: here we can admire the legacy of its destroyed temples, thanks to Carlo Francesco II.

Born in 1727, Carlo Francesco II Valperga Count of Masino was ambassador for the Reign of Sardinia in Portugal and Spain, and viceroy of Sardinia from 1780 to 1783; as many other contemporaries who chased the guiding light of Enlightenment, he was a great intellectual and curious man, craving to explore what he couldn’t see from that hill in Canavese: the rest of the World.

Giovanni Battista Borra, architect and great friend, gave him The ruins of Palmyra, otherwise Tedmor, in the desart (1753, R. Wood), a report of an important expedition through the East in which Borra drew the locations they visited.

This volume’s etchings inspired the Castle’s decorations, and now we still walk, among the rooms in Masino, through decorations of an almost destroyed city.

Carlo Francesco wanted to actually see the world: he went on a journey from 1754 to 1758

discovering many European capitals, and also reaching Constantinople and Saint Petersburg.

Here was published the Atlas Russicus (1745), first complete printed atlas of Russia: still conserved in the Library, we picture Carlo Francesco bringing it to Masino, telling his family about the roads he took.

Being ambassador in important trade centres, he managed to make the Castle a chest full of treasures that told far stories – porcelains, furniture, precious fabrics and even oriental wallpapers; also, seed from Saint Petersburg, Brazil and the East: a symbol of that desire to put down roots that had actually travelled many roads.

Valperga’s collections are not just a look over the world, they’re a glimpse on a part of a European and Italian family life that FAI preserves and valorises, to give back, narrate and share with the public a lively FAI Property.

The public itself walks a long way during their visit: 1 km is the path along the rooms, while the Park is more than 41 hectares wide – then, the hedge maze: 1,5 km to get lost.

In Masino we walk many roads, real and figurative, recent and centuries – old ones, and we suddenly recall Orhan Pamuk words: Real museums are places where Time is transformed into Space.


CREDITS
Foto Alessandro Aimonetto
Articolo di Maria Burro 
Traduzione Perenchio Translations